I sistemi di gestione della qualità:
il sistema ISO 9001
Le esigenze del mercato
odierno, per cui la clientela chiede che i prodotti offerti
rispettino elevati standard prestazionali, assieme agli
effetti della concorrenza sempre più pressante
tra le aziende stesse, hanno determinato anche nel settore
della zincatura a caldo la necessità di evolversi,
puntando sul controllo della qualità come elemento
caratterizzante la propria strategia commerciale. Ciò
ha permesso di aumentare redditività e competitività
a coloro che hanno adottato schemi produttivi improntati
al miglioramento continuo dei risultati.
Oggi la quasi totalità degli zincatori a caldo
aderenti all’ Associazione Italiana Zincatura soddisfano
elevati standard qualitativi adottando il sistema di gestione
previsto dalla normativa internazionale ed italiana UNI
EN ISO 9001.
Operare secondo tale sistema di gestione della qualità
significa prestare attenzione a tutte le fasi del processo
produttivo e alla rispondenza del risultato finale alla
regola dell’ arte. Ciò avviene nell’
ottica del miglioramento continuo da ricercare nell’
eliminazione progressiva e sistematica di ogni causa di
non conformità. La presenza di un ente di certificazione
garantisce che le procedure vengano eseguite con scrupolo
e che si consegua effettivamente l’ effetto voluto,
il che deve corrispondere alla soddisfazione totale del
cliente della zincheria. In questa ottica, la certificazione
di qualità, ovvero l’ implementazione del
sistema di gestione della produzione, non comporta per
l’ azienda di zincatura la possibilità di
fregiarsi di un mero marchio statico, sulla carta intestata,
ma è testimonianza di un impegno globale ed a tempo
indeterminato.
È facile per il cliente di zincatura trovare nella
propria area geografica impianti attenti alla gestione
della qualità e certificati da enti indipendenti,
accreditati e preposti alla certificazione della conformità
alle previsioni normative. Nel settore della zincatura
a caldo è possibile ottenere rivestimenti rispondenti
alle norme previste attraverso diverse tecniche, che possono
essere differenti per ogni impianto. Le singole procedure
e caratteristiche dovranno essere riportate nel manuale
dell’ azienda.
Complementi naturali del sistema di gestione della qualità
sono i sistemi di gestione ambientale ISO 14000 ed EMAS,
che in quest’ ultimo periodo vanno diffondendosi
con dinamismo tra le aziende di zincatura e determinano
benefici effetti nella riduzione dei carichi ambientali.
Ma di questo parleremo diffusamente in uno dei prossimi
capitoli.
Cenni storici
Dal 1966 fino alla fine degli anni ‘80, la regola
dell’ arte nel campo della zincatura a caldo era
dettata dalla norma UNI 5744\66.
I primi passi verso la moderna normativa furono mossi
alla fine degli anni ‘70, quando si cominciò
la revisione delle esistenti specifiche internazionali,
denominate ISO 1461. Nascevano in quel periodo esigenze
che, di fatto, rendevano inadeguate le normative in vigore.
Lo sviluppo vissuto dal settore aveva mutato le esigenze
di zincatori e utilizzatori, gli spessori minimi previsti
non corrispondevano a quanto ottenuto praticamente. Negli
standard molti punti apparivano ambigui, altri addirittura
mancanti delle informazioni necessarie ad ottenere un
rivestimento rispondente alle necessità ed alla
volontà degli utilizzatori.
Il processo di revisione della norma ISO1461 iniziò
nel 1978 e comportò una lunga discussione per la
messa a punto di una normativa che doveva cambiare radicalmente.
Si trattò dello sviluppo di una ottica tecnica
completamente nuova che si sviluppò nell’ambito
di due decenni.
Di conseguenza, la norma italiana UNI 5744/66, utilizzata
in attesa del regolamento internazionale, fu più
volte reiterata, finché nel 1988 si decise di sottoporla
a revisione per colmare la mancanza normativa almeno a
livello nazionale. La pubblicazione della nuova versione
della UNI 5744 fu comunque sospesa, poiché il Comitato
Normativo Europeo (CEN) aveva nel frattempo avviato la
procedura per l’ elaborazione di una normativa a
livello europeo (si trattava appunto della EN 1461). In
attesa della presentazione del nuovo standard europeo,
per cui la discussione si sarebbe protratta per tutto
il decennio degli anni ’90, si decise di stampare
una specifica sotto forma di progetto con la sigla: pr.E.14.07.000.0,
di fatto lo standard seguito fino al 1999.
Infine, grazie all’ impegno congiunto di ISO e CEN,
integrati i lavori sviluppati separatamente dai rispettivi
comitati tecnici, si ottenne la pubblicazione di un documento
unitario, che comprendeva le specifiche relative alla
zincatura a caldo riconosciute da entrambi gli organismi
di normazione.
La norma, pubblicata anche Italia dall’ UNI –
Ente di Unificazione Nazionale nel settembre 1999 e indicata
dalla sigla UNI EN ISO 1461, ha costituito fino al luglio
2009 il riferimento unitario per tutti i Paesi membri
di ISO per l’ applicazione dei rivestimenti zincati
sui manufatti di acciaio.
Ad essa, nel 2001, si è affiancata la UNI EN ISO
14713, dal titolo: "Rivestimenti metallici per la
protezione del ferro e dell’ acciaio nelle strutture".
Quest’ultima norma aveva lo status di linea guida
e suggeriva quali soluzioni adottare nella scelta del
rivestimento metallico per fusione tra zincatura a bagno
e metallizzazione termica a spruzzo con zinco o allumino.
Soggetta a revisione, è stata sostituita nel gennaio
2010 da una nuova versione.
La norma UNI EN ISO 14713:2001, pur non essendo specifica
per la zincatura a caldo, forniva un manuale informativo
che, oltre ad indicare la durata dei rivestimenti protettivi
in funzione dei diversi gradi di aggressività ambientale,
comprendeva suggerimenti per la progettazione e la realizzazione
di particolari costruttivi perché si adattassero
nel modo migliore al rivestimento prescelto.
Le due norme internazionali EN ISO 1461:1999 ed EN ISO
14713:2001 hanno rappresentato la migliore risposta alla
trasformazione del mercato verso una dimensione sempre
più globale, assieme all’ esigenza di unificazione
delle specifiche. In tal modo la conformità delle
forniture alla normativa, è stata garantita con
uniformità in qualsiasi Paese Europeo ed in tutti
i Paesi aderenti all’ ISO e l’ utente aveva
la medesima sicurezza di un prodotto certificato e rispondente
alle prestazioni di servizio richieste. Queste condizioni
sono ancora rispettate con continuità mediante
l’applicazione delle norme revisionate.
L’ultima revisione delle norme
UNI EN ISO 1461 :2009 e
UNI EN ISO 14713 :2010 parte 1 e 2.
Per rispondere ai continui progressi tecnici e all’evoluzione
del mercato, le due norme UNI EN ISO 1461 e UNI ENI ISO
14713 sono state poste in revisione dagli organismi internazionali
CEN ed ISO nel 2004. Da questo processo è scaturita
la pubblicazione delle versioni UNI EN ISO 1461:2009 e
UNI EN ISO 14713:2010 parte 1 e 2.
La normativa UNI EN ISO 1461:2009
Con una continuità perfetta tra le normative,
per ottenere manufatti zincati in conformità alle
normative esistenti, è sufficiente indicare ancora
nell’ ordinazione la dicitura "Zincatura conforme
a EN ISO 1461" con questo intendendo il riferimento
alla UNI ENI ISO 1461:2009. Come in passato, ulteriori
requisiti devono essere precedentemente valutati in accordo
con lo zincatore che dovrà eseguire il lavoro.
La norma UNI EN ISO 1461:2009 si apre con la definizione
di zincatura a caldo che viene indicata come “.la
formazione di un rivestimento di zinco e/o leghe di zinco
e ferro su prodotti di ferro e acciaio per immersione
di acciaio o di ghisa in una fusione di zinco dopo opportuno
trattamento”.
Nella norma, in conformità con la versione del
1999, vengono definiti gli spessori di rivestimento minimi
previsti, riportati in forme tabellare in funzione dei
differenti spessori del manufatto di acciaio zincato,
per diversi tipi di pezzi trattati. Vengono parimenti
indicati i metodi di prova per le verifiche di tali spessori
ed la procedura di campionatura relativa.
Normalmente tali misurazioni vengono effettuate mediante
un misuratore di flusso magnetico. Questo metodo ha il
vantaggio di essere di facile applicazione e di non essere
distruttivo. In casi in cui si vuole procedere ad approfondimenti,
si fa ricorso a metodi chimici che calcolano il peso del
rivestimento depositato. La norma stabilisce che si consideri
attendibile il solo metodo UNI ISO 1460, che è
molto accurato ma comporta la dissoluzione di un campione
di strato.
Poiché il rivestimento ottenuto per zincatura a
caldo non può essere uniforme in assoluto tra una
zona e l’ altra della superficie, la norma stabiliscono
modalità di rilevamento degli spessori che esprimono
un valore effettivamente rappresentativo dello spessore
medio.
La norma indica, poi, il numero minimo di campioni su
cui è necessario compiere la verifica e il numero
delle singole zone da stimare in base alle dimensioni
complessive dell’ articolo sotto esame. In maniera
del tutto analoga, viene definito il numero di manufatti
su cui ispezionare e misurare lo spessore del rivestimento,
in relazione alle dimensioni del lotto sottoposto a zincatura
a caldo. La procedura di campionamento è stata
resa più semplice mediante l’adozione di
tabelle intuitive. Questo si rivela particolarmente importante
per serie comprendenti piccoli pezzi, quali bulloni, dadi,
ganci ecc.
Inoltre, vengono stabiliti l’ aspetto e le caratteristiche
finali che la zincatura deve possedere: ovviamente, sul
rivestimento devono essere assenti bolle, punte, aree
scoperte, eccessiva ruvidità, residui di flussante;
eventuali presenze di ceneri o gocce di zinco, che dovranno
necessariamente essere contenute per quanto le difficoltà
di lavorazione lo permettano, devono trovarsi in posizioni
tali da non interferire con l’ efficace utilizzo
del manufatto. Piccole rugosità superficiali, piccoli
noduli di zinco vanno di norma tollerati. Eventuali parti
taglienti che possono costituire un rischio, possono e
vanno rimosse. La normativa stabilisce chiaramente il
concetto di superficie significativa per la quale il rivestimento
è essenziale per l’ aspetto e la funzionalità,
e ricorda al lettore che la zincatura a caldo ha come
scopo fondamentale la protezione dalla corrosione. Di
conseguenza particolari gradi di finitura superficiale
vanno concordati preventivamente con lo zincatore.
Come già segnalato, alcune anomalie riscontrate
nei rivestimenti e considerate come difettosità
sono dovute a particolari condizioni superficiali e/o
sottopelle dell’ acciaio. Lo zincatore, malgrado
tutta la sua perizia e l’ attenzione posta nelle
varie fasi della lavorazione, non è in grado di
prevedere e prevenire simili inconvenienti. Le normative,
anche le più moderne, non possono entrare in tali
dettagli che coinvolgerebbero tecnologie e tecniche di
lavorazioni precedenti e, quindi, estranee alla zincatura.
Dovrebbe essere cura dell’ utilizzatore-costruttore
accertarsi che i prodotti siderurgici di partenza per
la realizzazione di manufatti che devono essere protetti
con zincatura a caldo siano di ottima qualità e
privi di difetti superficiali occulti che si evidenziano
con la zincatura. Per consentire l’ ottenimento
di un prodotto soddisfacente il committente dovrebbe fornire
delle informazioni aggiuntive per la composizione e qualsiasi
proprietà dell’ acciaio che possa influire
con la zincatura, identificare le superfici significative
ed in genere indicare il livello di finitura desiderato
su aree particolari del manufatto (per esigenze di accoppiamento
o di incastro con altri particolari, per esempio, o per
particolari utilizzi che coinvolgano quelle aree).
La norma UNI EN ISO 1461 regola anche la qualità
dello zinco usato e la purezza del bagnoli zincatura.
Per lo zinco essa fa specifico riferimento ai requisiti,
previsti nella norma corrispondente EN 1179 sulla composizione
dei lingotti destinati alla zincatura a caldo.
Il bagno di zincatura non deve contenere complessivamente
più dell’ 1.5% di impurità, ad eccezione
del ferro (sempre presente in soluzione) e dello stagno.
Comunque complessivamente la purezza dello zinco nel bagno
non deve essere inferiore al 98%.
Può presentarsi la necessità di ritoccare
piccole zone della superficie zincata, dove il rivestimento
non abbia aderito a causa della persistenza di sostanze
che il decapaggio non è riuscito a eliminare, o
a causa di difficoltà tecniche incontrate nella
immersione di pezzi con lievi difetti di progettazione.
In tal caso, l’ area interessata dal ritocco non
deve superare lo 0.5% dell’ area totale dell’
articolo e, singolarmente, deve essere inferiore ai 10cm2.
Altrimenti il pezzo va riprocessato.
E’ possibile che i manufatti zincati abbiano un
colore tendente al grigio. Tale aspetto è conforme
alle specifiche della normativa, essendo unicamente dovuto
alla composizione dell’ acciaio. Se sono presenti
elementi che accelerano la reazione di zincatura, gli
strati di lega zinco-ferro, che si creano nel corso del
processo, salgono in superficie, attribuendo un aspetto
grigiastro al manufatto. Ciò non può essere
causa di rigetto del materiale, dal momento che questi
rivestimenti comunque garantiscono le performance anticorrosive
richieste. Le spiegazioni e le indicazioni per cui la
zincatura può avere delle differenze di aspetto
e spessore su acciai di tipo e composizione diversi sono
state trasferite per una trattazione più esauriente
nella parte 2 della norma ISO 14713.
Non cambia il consiglio di sempre e cioè che, l’esigenza
che gli elementi conservino un’ estetica brillante
e che risultato dalla zincatura sia aderente alle proprie
aspettative, comporta la necessità di rivolgersi
preventivamente al proprio zincatore di fiducia oppure
agli esperti presso l’ Associazione Italiana Zincatura.
Difatti, il trattamento di zincatura è principalmente
un trattamento anticorrosivo. Se esso deve avere anche
delle qualità estetiche particolari che esulano
dalle caratteristiche di aspetto normate nella ISO1461:2009,
è preferibile che gli esperti siano consultati
già nelle prime fasi progettuali. Essi sapranno
consigliare le caratteristiche dell’ acciaio da
indicare sull’ ordinazione per ottenere rivestimenti
normali sia come aspetto sia come spessore e le migliori
soluzioni sia per il progetto che per la fase di realizzazione
in officina del manufatto.
La normativa UNI
EN ISO 14713:2010
La UNI EN ISO 14713:2010, rispetto alla versione precedente
è relativa ai soli rivestimenti di zinco su acciaio
e non più anche alle alluminiature. La parte 1
dà indicazioni generali sulle caratteristiche dei
rivestimenti di zinco, la resistenza a corrosione e le
durate nei vari ambienti. Di questo si è discusso
nel dettaglio nel capitolo 3.
La parte 2 concerne esclusivamente la zincatura a caldo
è fornisce indicazioni sulle predisposizioni progettuali
(molte delle quali presentate nel capitolo 6), sulla diversa
reattività degli acciai (che rispecchia quanto
affermato nel capitolo 5). La norma fornisce anche quelle
indicazioni che nella precedente versione della UNI EN
ISO 1461 erano presenti nell’allegato C informativo
rimosso da quella attuale. In questo modo, la UNI EN ISO
14713 diviene il riferimento generale alle proprietà
del rivestimento di zincatura in termini di ambienti di
utilizzo, durabilità e progettazione.